Ieri ho finito di scroccarlo nella solita grande libreria. Avevo anche messo un segnalibro neanche tanto piccino. L’ho fatto perdipiù mangiandoci sopra Milka ai cereali. Per fortuna che avevo prima avuto il tempo di sfogliare qualche capitolo di In piena facoltà - testamenti campani raccolti da Salvatore De Matteis - l’unione, che ne ha fatto la forza, fra Io speriamo che me la cavo e Spoon River.
Una sola battuta mi ha fatto sorridere: “Mio fratello si chiama Christian, come tutti gli scemi”; ed è tutto dire. Penso che la parte di Giada sia per concessione neanche troppo gentile di una blogger ciociara e cinefila (per inciso, una delle più grandi che si possano linkare).
Una sola scena mi ha fatto sperare, ritualmente: quando, più o meno ogni giorno, la moglie di Bruno lo fanculizza alla sera. E’ chiaro che l’eroina vera è Ritaccia, la Signora di Bruno.
Una sòla.









Claudia la conosco, la leggo, ed è per amatori. Quando verrà scoperta batterà tutte e tutti! Davvero ha ispirato il libro? Ma tu chi sei? Bellissimi i tuoi commenti…continuerò ad ispirarmi
Lucy, graziosissima commentatrice, sono onorato di aver così fatto la tua conoscenza. Seguo Claudia quasi dal suo esordio on-line, e raramente ne fui deluso. Credo fermamente che, se l’autore del libro in questione è veramente stato un solo uomo intelligente sulla sessantina, come si scrive, autrici come Claudia possano essere contate con una certa disinvoltura fra le sue fonti. Ciao, e a presto.
P.S. Claudia non tremare, lo so benissimo che non sei affatto ciociara, se non per allitterazione.
che disgusto questo cinguettio
Mua