Parlo di Paolo Del Debbio, ai più reso noto grazie alla brillante imitazione di Gene Gnocchi che lo ha simpaticamente ribattezzato Eugenio Del Dubbio.
E parlo non perché pensi che l’unica plausibile spiegazione di quella inqualificabile capigliatura è che si creda la reincarnazione mannheimeriana di Lucio Battisti e dunque tema per la sua igiene mentale.
No. È che in lui vedo la più becera personificazione della partigianeria, della faziosità e della demagogia.
Motivazione forse banale ma senz’altro sincera.
E non ha niente a che fare col più divertente e geniale Emilio Fede in cui il ribrezzo per gli Altri ed il debole per le Altre fanno scattare qualcosa di semplicemente ineffabile.









I agree… ASSOLUTAMENTE…
pensavo di essere l’unica a pensarla così,
fortunatamente no.
La cosa che mi spaventa maggiormente, cara Silvia, è il fatto che ogni giorno due o tre utenti della rete accedano a queste pagine cercando su Google le parole testuali: “moglie di del Debbio”. ciao!