Navigavo fra qualche profilo di Facebook alla ricerca di qualche cavolo di amici miei, quando mi imbatto in una piccola verità, o meglio tre grossi dubbi.
Pandemia e DElyMyth, si sa, sono fra i blog più apprezzati in lingua italiana. E anche nella mia copia di NetNewsWire.
Io seguo soprattutto il secondo perché, rispetto al primo, per quanto più tecnicistico: è scritto meglio; sa variare sui temi trattati; l’autrice è più brava a ping-pong
.
Alla luce della visione delle foto di profilo che riporto, nell’ordine di gravità e sgomento che hanno saputo procurarmi, ecco le mie domande sui loro rispettivi autori, Luca ed Elena:
1) Separati alla nascita, tout court?
2) Sono anime gemelle, ma ancora relativamente inconsapevoli, come dei Papageno e Papagena del web?
3) Sono la stessa persona?









Ahahaha sei un grande!!
DElymith è una persona eccezionale a differenza di Pandemia (che a mio gusto se la tira troppo) che viene a commentarti l’articolo sul quale le hai dedicato un link anche se il tuo blog vive sottoterra.
Come dire la prima impressione e quella che conta e io grazie ad un articolo sui Blogger di serie Z ho avuto questa sensazione.
A meno che non abbia una doppia personalità escludo quindi che siano le stesse persone e poi Pandemia è troppo impegnato per fare anche un altra persona (i suoi 3 blog la dicono lunga).
Ecco, e adesso mi causi anche una crisi di identita’
Blah, blah… La verità-verità è che sareste sul serio una gran coppia, voialtri..
Indubbiamente abbiamo un certo feeling, chissà che nella culla…
.. prova del DNA?
Ok per la prova del DNA, ma la mia culla era Milano, precisamente ospedale Buzzi, 29 luglio 1976 (tanto non e’ un segreto per nessuno), mentre mi risulta che Luca fosse gia’ su questa terra da un annetto circa
Per finire di fugare i vostri dubbi pero’ sono d’accordo a sottopormi alla prova del DNA
Apprezzare un blog significa ovviamente leggerne i post e di conseguenza commentare, magari non sempre, ma si spera con una certa frequenza.
Detto questo, riprendo la tua affermazione “Pandemia e DElyMyth, si sa, sono fra i blog più apprezzati in lingua italiana” e verifico quanto detto sopra: Pandemia conta nella sua home page di ben 25 post nel range di date che va dal 08/06/2007 al 24/06/2007 con un totale di commenti uguale a 62, una media di 2,5 commenti a post.
Tenendo conto che Pandemia è al primo posto (da un sacco di tempo) nella classifica di BlogBabel (come in altre), posso pensare che abbia non meno di 4/5000 accessi al giorno al suo blog. E di questi accessi, possibile che SOLO l’1(per mille!) lasci un commento?
Dimezzando la quantità di accessi giornalieri, si ottiene che il 2/3(per mille) dei visitatori lascia un commento. La musica non cambia.
Mi chiedo, possibile che praticamente tutti i lettori del suo blog non lascino commenti? Il dubbio si fa sentire…
Quanto a DElyMyth, la quantità di post e commenti va decisamente meglio, a fronte di un ranking su BlogBabel lontano di ben 94 posizioni da Pandemia. Se posso esprimermi, toglierei un po’ della fastidiosa pubblicità.
Con immutato rispetto verso entrambi (in realtà leggo solo il secondo).
@ DElyMyth: Ok, d’accordissimo, fate la prova del DNA e poi non avrete più scuse per non essere la dream-coppia della blogosfera
@cristian: Non credo che le classifiche cui ti riferisci non possano non fare a meno del computo dei commenti.
Per un certo tipo di blog (come pandemia), è come se i commenti vivessero nei numerosissimi trackback, ad esempio. E in molti altri modi che la blogosfera ha di reagire a certi post.
Il commento, insomma, soprattutto in certi contesti molto più “divulgativi” che “tecnici” o “sul personale” (i due poli più opposti fra i blogger nostrani e non) non è l’indice maggiormente affidabile del successo
Non credo che le classifiche cui ti riferisci non possano non fare a meno del computo dei commenti
Però nel caso in esame è così.
Per un certo tipo di blog (come pandemia), è come se i commenti vivessero nei numerosissimi trackback…
A questo punto cade il significato di blog quale spazio dove potersi esprimere e dare la possibilità a chiunque di commentare, un luogo dove poter (virtualmente) conversare. Dal momento che mancano i commenti, lo strumento direi che è equiparato a qualsiasi sito informativo. Ma non a un blog.
@cristian: Allora bisognerebbe discutere del concetto stesso di blog. E se, nel gioco delle due torri, lasciando sola l’unica delle due che ritengo veramente imprescindibile - al confine fra, come dici tu, blog e sito d’informazione - dovessi buttar giù o commentabilità o frequenza e modalità di aggiornamento (scelte fra tutte le altre che concorrono a definire, appunto, un weblog), personalmente sceglierei comunque di lasciare su le seconde.
Molti siti d’informazione prevedono commenti da parte dell’utente, di questi tempi, ma non sono affatto blog, no?
In ogni caso grazie, visto che ancora non l’ho detto, grazie della conversazione che abbiamo intrapreso
voglio anch’io una sintesi critica da parte di Cristian!!!
@venerablebidet:
Molti siti d’informazione prevedono commenti da parte dell’utente, di questi tempi, ma non sono affatto blog, no?
Hanno semplicemente capito l’importanza di dar voce al lettore del sito.
Ma facci caso, trattasi sempre di siti non legati ad una rigida censura preventiva (politica e non).
Dubito seriamente che Il Corriere, Repubblica & Co. daranno mai la possibilità di commentare i loro articoli.
Non ringraziare, mi ha fatto piacere. Non vedo però commenti del Pandemia, forse Traffyc qualche commento più sù ha ragione.
@Luca Moretto: per le richieste ufficiale c’è un tariffario a parte
Cristian, per me questo è un blog e non un forum, ragione per cui non commento i commenti.
Ad ogni modo un blog è conversazione e la conversazione si misura anche con i link di citazione, non solo con i commenti. Il blog di Luca Sofri per te non è un blog perché non ha i commenti? Opinione legittima, che rispetto, ma minoritaria, visto che Wittgenstein è comunemente riconosciuto come un blog.
@luca: grazie per non aver confermato quanto affermava Traffyc, non potevo credere che un blogger “di spessore” (le statistiche parlano chiaro) come te si comportasse in modo “snob”.
Però poi affermi di non commentare i commenti… mah.
Anyway, come ho detto sopra, il mio personale giudizio è che un blog che non accetta commenti, è un mezzo blog, avvicinandosi molto ai “normali” siti di informazione. Non che la cosa sia sbagliata, ognuno è libero di disporre del proprio spazio web come meglio crede.
Però mi cade un po’ il significato di blog, che per certi versi è parente stretto del più longevo forum (e per questo contempla il commento ai commenti).