Questo pezzo esce domani sull’Opinione, sempre mia rubrica etc., però siccome domani è sabato e il webmaster non aggiorna il sito, di sabato, la versione completa la trovate solo lunedì online sul sito del giornale, se decidete proprio di non comprare uno dei quotidiani italiani che approfondisce di più sulla televisione (veramente).
Celebrity Death Match è uno show animato di Mtv che, dalla sua prima edizione ad oggi - che si è alla quinta stagione, e al decimo anno dalla prima messa in onda - non smette di peggiorare e di stupire per il fatto che un programma così povero di idee possa avere successo. Ogni puntata rappresenta degli incontri di wrestling mortale fra due o più pupazzetti che parodizzano delle star sopravvalutate nordamericane.
Di norma, quando qualcosa di scritto tanto male ha tanto seguito, in televisione, si tratta quantomeno di donne concretamente in forma, e quasi mai fatte di plastilina. E meraviglia anche il fatto che si riesca a sfruttare tanto male un tema, come quello dell’iperviolenza animata grossolanamente a scopo di comicità, che altrove, e basti guardare una puntata dell’ottimo cartoon Happy Tree Friends (che abbiamo scoperto recentemente con un articolo su TvBlog di Francesca Camerino), riesce ancora a fare riflettere sulla vita o morire dalle risate, secondo i giorni e i metabolismi.
Ciò che si nota nell’edizione italiana è la buona qualità del doppiaggio, in particolare della voce del telecronista non pasticcione realizzata dall’immancabile Pietro Ubaldi, che riesce puntualmente nel difficile compito di non perdere la pazienza e mandare tutto a monte facendo la voce del pupazzo Uan di Bim Bum Bam. Le gag di quello pasticcione, detto Nick Diamond, invece, sono sempre talmente povere e infelici che una delle migliori è quella dell’ultima puntata, in cui perde il computer portatile e dichiara più e più volte di non averci niente di compromettente, dentro, arrossendo e tremando per l’imbarazzo, al punto che arriviamo a sperare che l’incontro successivo inizi presto.[...]
Il punto è che questa serie vuole metaforizzare il tipico scontro fittizio dei talk-show di mezzo mondo, di quelli che contrappongono due politici, attori o opinionisti dal vago curriculum che magari nella vita si adorano – o, comunque, non si picchiano – e che poi sulla scena devono litigare per copione.
Solo, farlo per dieci anni, sinceramente, è qualcosa che non ci sogneremmo di chiedere neanche a metafore di gran lunga migliori di questa, e non ci stiamo riferendo a roba sessuale e a Bruno Vespa.









Ti sbagli. Bruno Vespa come metafora di roba sessuale è il meglio. Pensa a lui, combatterai ogni problema di eiaculazione precoce.
Ma per piacere. CDM è un programma irriverente e divertente, che ironizza sulla società dei nostri tempi, sul Wrestling, sugli show americani iperseguiti…ma nemmeno tanto, è plasitlina, plastilina che diverte, cazzo se diverte! Peronaggi famosi riprodotti magistralmente, bell’animazione…eh sì, del lato tecnico non parli nemmeno, ti limiti a dire cavolate sulle riflessioni su chissà cosa che CDM proprio non vuole fare…caro mio, non hai capito molto.