Il protocollo welfare visto dai Bamboccioni

Il mio sempre incazzosissimo compatriota Federico Mello ha faticato su un altro scritto dalla parte dei giovani, non dico contro i nonni ma quasi. Lo vedo chiaramente mentre, Michael Moore che non ignora i pasticciotti, chino sul portatile, in un giorno di trasloco, lo intitola: Il protocollo welfare visto dai Bamboccioni, e poi magari guarda il season 2 finale di Heroes, invece di finire gli scatoloni.

La lettura del pamphlet, che ho appena terminato, mi è risultata più piacevole, da un punto di vista letterario, rispetto all’Italia spiegata a mio nonno (nonostante i refuso nella versione disponibile ad oggi), e al tempo stesso più incazzante, da un punto di vista invece emotivo e culturale. Proprio per questi due motivi gli auguro dunque fortune ancora maggiori di quelle dell’altro scritto, che pure ci sono state, eccome.

Non mi ritengo meno incazzato e bamboccione di Federico, per i motivi che elenca. Per alcuni sono leggermente meno incazzato di lui, ma lo capisco e prendo nota. Per altri lo sono di più, e mi mangerei le unghie se non avessi smesso.

Che i nonni e gli zii, un tempo così insospettabili e rassicuranti, come delle bamboline prima di ammazzare qualcuno, in qualche edizione di Dolls, possano tornare presto a far risplendere i loro dentini più o meno finti senza lasciarcene i segni sulla pelle.

Vi invito, nel frattempo, a scaricare lo scritto di Federico, e ad apprendere così quanto esattamente “annamo bene”. E gli suggerisco un sottotitolo: “Anche i bamboccioni, nel loro stanzino, si incazzano”.

1 Risposta a “Il protocollo welfare visto dai Bamboccioni”


  1. 1 fede mello Dicembre 5, 2007 alle 8:17 pm

    bhè, grazie tante, parole che mi lusingano
    e poi sai come fanno le cose a lecce :-D
    a presto
    f-

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